L’energia elettrica prodotta dall’impianto ha diritto ad una tariffa, il cui valore (in € / kWh) dipende dalla sua potenza nominale e dal suo grado di integrazione secondo la seguente tabella:

Potenza nominale P (kW) 1 <= P >= 3 3 < P <= 20 P > 20
Non integrato (€ / kWh) 0,40 0,38 0,36
Parzialmente integrato (€ / kWh) 0,44 0,42 0,40
Integrato (€ / kWh) 0,49 0,46 0,44

La tariffa è riconosciuta per venti anni, periodo in cui rimane costante in moneta corrente. Per gli impianti che entreranno in esercizio tra il 2009 e il 2010, le tariffe saranno decurtate del 2% per ciascuno degli anni successivi al 2007. A decorrere dal 2009, con cadenza biennale, saranno ridefinite le tariffe relative agli impianti entrati in esercizio negli anni successivi al 2010.

In alcuni casi particolari, le tariffe sono incrementate del 5%:
  • Il soggetto responsabile ha acquisito, grazie all’impianto fotovoltaico, il titolo di autoproduttore, ossia consuma almeno il 70% dell’energia prodotta.
  • Il richiedente è una scuola pubblica o una struttura sanitaria pubblica.
  • L’impianto, di tipo integrato, va a sostituire coperture contenenti amianto (p. es. eternit).
  • Il soggetto pubblico è un ente locale con popolazione inferiore a 5000 abitanti.
Se l’impianto che accede alla tariffa incentivante opera in regime di scambio sul posto e alimenta un’utenza ubicata all’interno di un edificio, il soggetto richiedente ha la possibilità di ottenere un premio aggiuntivo nel caso in cui sia dotato di un attestato di certificazione energetica ed esegua interventi, successivi all’installazione dell’impianto, che apportino una riduzione di almeno il 10% dell’indice di prestazione energetica dell’edificio rispetto all’indice indicato dalla stessa certificazione. Il premio consiste in una maggiorazione percentuale della tariffa incentivante, variabile relativamente alla riduzione del fabbisogno di energia conseguita, sino ad un massimo del 30% e viene corrisposto solo se l’edificio sia stato completato successivamente all’entrata in vigore del decreto.

Nella condizione in cui l’impianto sia stato realizzato beneficiando di incentivi pubblici in conto capitale e/o in conto interessi con capitalizzazione anticipata, eccedenti il 20% del costo dell’investimento, non è possibile usufruire delle tariffe incentivanti, a meno che il soggetto richiedente sia una scuola pubblica o una struttura sanitaria pubblica. La situazione è analoga per gli impianti a cui è stata riconosciuta o richiesta la detrazione fiscale per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio (finanziaria 2007). Inoltre, le tariffe incentivanti non sono cumulabili con i “certificati verdi” e i “titoli di efficienza energetica”.

Esiste un limite massimo, stabilito in 1200 MW, nella potenza elettrica cumulativa di tutti gli impianti che possono usufruire delle tariffe incentivanti. Il diritto all’incentivo rimane anche per gli impianti che entrano in esercizio entro 14 mesi dal raggiungimento di tale limite (24 mesi per scuole e strutture sanitarie pubbliche).



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