Silicio monocristallino
Le celle di questo tipo presentano il maggior grado di purezza del materiale e garantiscono elevate prestazioni in termini di efficienza, a fronte però di un costo elevato. Risultano la scelta migliore nelle applicazioni in cui sia necessaria un’efficienza elevata, ma si abbia a disposizione una superficie limitata. I moduli hanno efficienze variabili tra il 14% e il 17%, con buone prospettive di miglioramento. La loro attesa di vita è attualmente valutata superiore ai 30 anni e le garanzie fornite dai produttori ormai superano i 25 anni.

Silicio policristallino
Il silicio policristallino, materiale che costituisce, le celle viene ottenuto dal riciclaggio degli scarti provenienti dalla produzione di componentistica elettronica. La struttura meno ordinata, rispetto a quella del silicio monocristallino, comporta una minore efficienza, compresa tra l’11% e il 14%. Questo svantaggio è controbilanciato da una maggiore gradevolezza estetica e dall’adattabilità alle condizioni di applicazione (moduli con forme e dimensioni personalizzabili). Inoltre si ha la possibilità di porre la copertura di vetro su entrambi i lati del modulo, consentendo il passaggio della luce, e si possono avere celle colorate con l’applicazione di opportuni rivestimenti.

Silicio amorfo
In questo caso, ci si allontana dal concetto di “cella”. Infatti, i moduli sono ottenuti per deposizione di uno strato sottile di silicio cristallino sulla superficie di supporto, costituita da vetro o da materiale plastico. Questo fatto permette di ricoprire superfici estese in modo continuo. L’efficienza, rispetto alle tecnologie precedenti, è sensibilmente più bassa, nell’ordine del 5 – 6,8%. Tra i fattori che ne giustificano la scelta ci sono i costi di investimento ridotti e la possibilità di soluzioni non ottenibili con la tecnologia cristallina, come le superfici traslucide o i moduli flessibili. In aggiunta, il rendimento del dispositivo è indipendente dalla temperatura ed esiste la possibilità di sovrapporre diversi strati, caratterizzati da un assorbimento differenziato, in modo da aumentare l’efficienza complessiva.

Film sottili
Appartenenti ad un settore produttivo di recente nascita, le celle a film sottile sono tra le più promettenti tecnologie, sia in termini di ottimizzazione del settore produttivo sia in termini di ulteriori incrementi prestazionali.
Le tipologie si distinguono dal tipo di materiale utilizzato:
  • - CIS – CIGS: le celle sono costituite da un semiconduttore policristallino (diseleniuro di rame e indio), nel caso del CIGS arricchito con gallio, deposto per evaporazione su un substrato di vetro. Offre buone prestazioni, ma è difficilmente reperibile sul mercato.
  • - CdTeb>: il materiale semiconduttore è il tellururo di cadmio ed è applicato con le stesse tecniche adottate per il CIS. Le prestazioni attendibili sono ottime, ma presenta problematiche legate allo smaltimento.

Celle ibride in cristallino/amorfo (HIT)
Realizzate mediante la deposizione di uno strato di silicio amorfo su un substrato di silicio monocristallino ad alto rendimento. La caratteristica principale delle celle consiste nell’avere una sezione simmetrica, la quale consente la generazione di corrente attraverso l’esposizione di entrambi i lati. Inoltre, questa tecnologia permette di avere moduli di minor spessore, con minore sensibilità alle variazioni di temperatura e con efficienza di conversione superiore al 17%, valore tra i più alti reperibili sul mercato.



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